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Ai farmacisti direttori e/o titolari
di farmacie aperte al pubblico

Gentili Colleghi,
le notizie apparse sui mezzi di stampa negli ultimi giorni, prima Novi Ligure e poi Milano, non possono che indurre tutti noi ad una ennesima serena e sincera riflessione collettiva sulle modalità di espletamento della propria attività professionale.
Al di là dei casi di patologici comportamenti oltre le regole legislative e deontologiche, che sono, senza ombra di dubbio, da censurare e da condannare, si deve registrare che gli aspetti formali dell'esercizio della professione vengono talvolta vissuti con troppo leggerezza ed eccessiva disattenzione
Da i dati emersi, seppure ancora non nel dettaglio, sembrerebbe che sia troppo diffusa una esagerata superficialità nell'osservanza di alcune norme comportamentali che la Legge, la Deontologia e anche il buon senso rendono fondamentali pilastri dell& #039;esercizio della professione.
È vero che il perdurante ed inaccettabile contenzioso con il SSN per le note problematiche relative ai ritardi dei rimborsi impegnano non poco l'attenzione dei colleghi nel continuo barcamenarsi in difficili ed insostenibili equilibri economici finanziari, è vero anche che l'attività del Farmacista è imbibita di obblighi e adempimenti la cui applicazione potrebbe sembrare un vuoto esercizio burocratico ma non si deve dimenticare che il fine ultimo di tali previsioni normative è, sostanzialmente, garantire una prestazione di elevata qualità alla popolazione: ragione stessa di esistenza per la Farmacia e per il Farmacista.
Una banalizzazione del ruolo del Farmacista, nell'esercizio della propria funzione di filtro critico nella delicata condizione di dispensazione dei farmaci, vanificherebbe le ragioni stesse poste alla base del servizio farmaceutico così come è organizzato oggi in Italia e come, nonostante da più parti venga minacciato nella sua essenza, sembra essere previsto anche nelle riforme in itinere.
Fatte salve le inevitabili e necessarie azioni sul piano disciplinare, che questo Ordine dovrà intraprendere per i casi che eventualmente saranno accertati, si invita tutti i colleghi Titolari e/o Direttori di Farmacia ad effettuare una meticolosa autoverifica della gestione professionale della propria Farmacia, e rettificando quei percorsi o quelle condizioni che risultano non essere in linea con la normativa vigente.
Con l'occasione, non è superfluo ricordare che, oltre all'attenzione dovuta nella gestione degli stupefacenti (tenuta registro e documenti giustificativi delle movimentazioni verificatesi) e degli scaduti (accantonamento in evidenza separata che non comporti il rischio di accidentale dispensazione dei prodotti scaduti), non si deve assolutamente tralasciare la meticolosa applicazione delle regole convenzionali che vietano l'anticipazione dei medicamenti in regime di SSN e delle norme relative all'allestimento, etichettatura e dispensazione delle formule magistrali ed officinali.
Infine, e non di minore importanza, si badi che l'atto professionale della spedizione della ricetta medica sia sempre appannaggio del Farmacista, unica figura professionale preposta a tale mansione, curando anche, come previsto dal Codice deontologico, che quanti esercitano al pubblico siano muniti degli apposti elementi distintivi della professione (camice bianco + distintivo) senza indulgere in situazioni che possano creare alcun dubbio o ambiguità sulla legittimità di ruolo agli occhi degli avventori che si aspettano, trovandosi in una Farmacia e attendendo di ricevere una prestazione farmaceutica, di relazionarsi con il professionista esperto del farmaco.
Sicuro che la maggior parte dei colleghi già è nella condizione di superare tranquillamente l'autoverifica e, quindi, anche le periodiche ispezioni previste dall'attività di vigilanza sulle farmacie, confidando sullo spirito professionale che deve essere infuso nell'esercizio quotidiano della propria attività, si inviano distinti saluti.


Il Presidente
Dr. Ferdinando Maria de Francesco